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La
coltivazione
L'olivo è tradizionalmente considerato come una specie che non necessita
di molte cure colturali, tuttavia questa affermazione non è del tutto
corretta, una buona conduzione di un oliveto richiede comunque di nozioni
di potatura, gestione del suolo e di difesa fitosanitaria. In Toscana,
a forme di allevamento tradizionali come il vaso policonico, caratterizzato
da un tronco centrale alto circa 80 cm e da 3-4 branche partenti dal
tronco con la vegetazione a formare un cono, e come il vaso cespugliato,
caratterizzato da un minimo di 4 fino a 6 branche partenti direttamente
dalla ceppaia, si affiancano forme di allevamento più moderne come il
cespuglio, una forma libera con branche impalcate il più vicino possibile
a terra, o come il vasetto, forma simile a quella del vaso polifonico
tradizionale ma con un'impalcatura più bassa delle branche (fusto di
30-40 cm) la cui vegetazione non è guidata rigidamente. Una forma di
allevamento da trattare a sé è quella del monocono che ha visto una
notevole espansione negli anni 80 e 90, esso è caratterizzato dal tronco
centrale lasciato crescere in altezza su cui si inseriscono i rami a
formare un cono, tale da far assomigliare l'olivo agli abeti natalizi.
Tra i fattori indispensabili alla produzione quello che, nelle condizioni
ambientali mediterranee, esplica, più degli altri, azione limitante
è l'acqua. Per tale motivo, con le lavorazioni, si mira ad attenuare
tale azione limitante e a instaurare nel terreno le migliori condizioni
di abitabilità per la pianta. La pratica tradizionale prevede lavorazioni
autunnali profonde per favorire il massimo immagazzinamento dell'acqua,
e lavorazioni primaverili ed estive superficiali volte ad assicurare
la migliore utilizzazione dell'acqua immagazzinata dal suolo, la distruzione
delle erbe infestanti e l'interramento dei concimi. Negli ultimi anni
vanno acquistando sempre più credito tecniche alternative quali l'inerbimento
e la "non lavorazione". Anche le concimazioni sono essenziali per uno
sviluppo equilibrato e una buona produttività, ciò presuppone la conoscenza
della fertilità dei terreni e dalle esigenze nutrizionali delle piante,
inoltre le diversità delle zone di coltivazione, le densità di piante
per ettaro, la produttività delle stesse e i metodi colturali adottati,
con particolare riferimento a potatura e irrigazione, non permettono
di fornire formule di concimazioni generiche. Solo successivamente a
un'analisi del terreno e, in caso di manifestazioni di carenze nutrizionali,
di un'analisi del quantitativo di elementi minerali nelle foglie (diagnostica
fogliare), si può predisporre un piano di concimazione adeguato a soddisfare
le esigenze vegeto-produttive degli olivi. Il controllo dello stato
sanitario dell'olivo è un'ulteriore condizione essenziale per garantire
una buona produzione quali-quantitativa. Alcuni patogeni largamente
diffusi che provocano danni alla chioma sono le cocciniglie (Sassetia
oleae, Parlatoria oleae e Aspidiotus nerii), l'occhio di pavone (Cycloconium
oleaginum) e la rogna (Pseudomonas syringeae var. savastanoi) possono
essere contrastati con interventi mirati di potatura o con trattamenti
chimici, più rari sono gli attacchi dovuti alla tignola dell'olivo (Prays
oleae) o alla margaronia (Palpita unionalis). Tuttavia, l'insetto che
influisce maggiormente e direttamente sulla produttività dell'olivo
è la mosca delle olive (Bactrocera oleae) che depone le uova nell'oliva
e dopo essersi trasformata in larva scava una galleria nel frutto facendolo
infine cadere, e anche qualora il frutto non cada ne peggiora le caratteristiche,
attualmente i mezzi di difesa contro la mosca sono esclusivamente chimici.
L'Unione Europea, per diminuire l'impatto ambientale dell'agricoltura
sul territorio, varò due regolamenti, riguardanti anche la coltura dell'olivo,
che disciplinano l'impiego di prodotti chimici premiando con un aiuto
economico gli agricoltori che vi aderiscono, il reg. 2078/92 si riferisce
al programma comunemente detto di lotta guidata e integrata che limita
sia i quantitativi sia il numero di interventi (concimazioni e trattamenti
antiparassitari) con mezzi chimici e in minore misura il tipo di prodotti
utilizzabili, il reg. 2092/91 si riferisce invece al programma di lotta
biologica che permette l'impiego di soli prodotti naturali.
La
raccolta e la frangitura
L'epoca di raccolta influenza molto la qualità dell'olio e in modo particolare
le caratteristiche organolettiche del prodotto. Anticipare o ritardare
la raccolta delle olive può consentire di ottenere oli con caratteristiche
olfatto-gustative differenti, dal fruttato verde più o meno intenso,
con note di amaro e di piccante (olive poco mature), al fruttato maturo,
mandorlato e tendenzialmente dolce (olive molto mature). Anche le caratteristiche
chimiche dell'olio sono influenzate dall'epoca di distacco delle drupe,
è noto infatti che l'acidità aumenta ritardando la raccolta e che le
olive in fase di maturazione avanzata contengono una minore quantità
di acidi polinsaturi. Per determinare l'epoca di raccolta, vengono presi
in considerazione vari indici come: colore dell'epidermide, grado di
inolizione, ammorbidimento della polpa e resistenza al distacco delle
drupe. Va inoltre ricordato che cultivar diverse possono anche avere
periodi di maturazione diversi e che il carico di frutti e le condizioni
ambientali incidono sulla maturazione delle olive. Un altro parametro
determinante per la qualità dell'olio è rappresentato dalle modalità
di raccolta. Per ottenere olio di qualità è necessario che le olive
vengano raccolte direttamente dall'albero, poiché le olive cascolate
naturalmente a terra o sulle reti, si deteriorano a causa dell'attività
enzimatica che si sviluppa non appena la drupa si stacca dall'albero
e che induce trasformazioni biochimiche con formazione di sostanze dall'aroma
non gradevole che causano l'insorgenza di difetti organolettici nell'olio.
La raccolta delle olive può essere manuale o meccanica. La raccolta
manuale è chiamata
brucatura ed è il metodo più tradizionale e più economicamente oneroso,
la resa media a giornata per operaio si aggira intorno agli 80-100 Kg,
la raccolta può essere agevolata con attrezzi manuali (rastrelli, pettini,
ecc.) o con vibratori azionati da motorini o compressori. Nella raccolta
meccanica il distacco delle olive dalla pianta viene provocato da particolari
scuotitori del tronco o da pettini vibranti sulla chioma. I diversi
sistemi di raccolta incidono sia sulla quantità sia sulla qualità delle
produzioni. Il sistema migliore è la brucatura, le olive non vengono
lesionate, la pianta non subisce danni e il prodotto viene raccolto
per intero; la raccolta meccanica crea perdite di olive (10-20%), le
olive possono venire lesionate con un aumento della lipasi che provoca
un aumento dell'acidità dell'olio e la perdita di importanti composti
volatili. La soluzione ideale per ottenere la massima qualità consiste
nel frangere le olive immediatamente dopo la raccolta, infatti lo stoccaggio
di queste provoca un deterioramento della qualità, la perdita della
qualità è comunque contenuta e quasi impercettibile se le olive vengono
frante entro 48 ore dalla raccolta. La conservazione delle olive influenza
notevolmente le caratteristiche organolettiche dell'olio, devono essere
utilizzati cassette di plastica forate sia sul fondo sia lateralmente.
Le cassette forate facilitano la circolazione dell'aria evitando l'instaurarsi
dei fenomeni di lipasi, di ossidazione e fermentazione che provocano
il difetto gustativo caratteristico denominato riscaldo. Le olive nei
sacchi vengono ammassate e si schiacciano provocando il difetto sopraccitato,
non è consigliato neanche l'uso di cassette di legno, in quanto il legno
può essere attaccato da muffe. La tecnologia di frangitura prevede diverse
fasi: lavaggio delle olive, frangitura, gramolazione, estrazione dell'olio.
Con la mondatura ed il lavaggio vengono eliminati sedimenti solidi:
foglie, sassi, terra ed eventuali corpi estranei pesanti, la loro presenza
nell'olio può conferire sapori molto accentuati di amaro o di foglie
non sempre graditi ai consumatori. Dopo il lavaggio le olive passano
dalla tramoggia di carico e qui al sistema frangitore. Questa operazione
determina la rottura, più o meno profonda, delle cellule vegetali mediante
l'impiego del frantoio a macine di granito o dei frangitori metallici
rotanti ad alta velocità. L'impiego dei diversi sistemi di frangitura
è dipendente dal successivo metodo di estrazione. Negli oleifici che
adottano il sistema di estrazione a pressione, la frangitura (o molitura)
delle olive si effettua con il frantoio a macine di granito (da 2 a
6 macine) che, operando per 20-30 minuti, assicura una migliore preparazione
della pasta per la successiva spremitura. Negli oleifici che adottano
il sistema di estrazione per centrifugazione, la molitura delle olive
si effettua con frangitori metallici tra cui i più diffusi sono quelli
a martelli, a dischi, a coni o a rulli. Tali frangitori hanno una elevata
capacità di lavorazione ed operano violentemente la molitura delle olive
determinando una rottura più spinta delle cellule contenenti l'olio
e assicurando una buona resa nell'estrazione mediante centrifugazione.
In relazione alla violenza con cui operano i frangitori metallici possono
influire sulle caratteristiche organolettiche degli oli che risultano
più amari e piccanti e, in dipendenza dello stato di maturazione delle
olive, con un più intenso fruttato verde-erbaceo. Dopo la molitura delle
olive si effettua l'operazione di gramolazione al fine di preparare
la pasta ottenuta per la successiva separazione delle fasi liquide da
quella solida. Tale operazione, che si realizza mediante un lento e
continuo movimento della pasta di olive nelle gramolatici, costituite
in acciaio inossidabile, determina la riunione delle piccole gocce di
olio, con formazione di gocce più grandi che tendono a separarsi dalla
fase solida dell'impasto. In tal modo si incrementa la quantità di olio
libero estraibile con mezzi meccanici. L'efficacia dell'operazione di
gramolazione dipende dalle caratteristiche delle paste di olive e dai
parametri tecnologici: durata della gramolazione e temperatura della
pasta. In realtà quando l'estrazione dell'olio si realizza con il sistema
della pressione, l'operazione di gramolazione risulta poco importante
poiché la frangitura con le macine che ruotano lentamente non favorisce
la formazione di emulsioni e rappresenta una forma di gramolazione per
il lento e continuo rimescolamento che subisce la pasta di olive. In
tal caso la gramolazione si effettua a temperatura ambiente (20-24°C)
per circa 10-20 minuti. Quando si adotta il sistema di centrifugazione
la gramolazione si effettua a temperature lievemente superiori, mai
superiori a 30°C e per un tempo non inferiore a 60 minuti, al fine di
ridurre lo stato di emulsione della pasta che si origina dalla molitura
con il frangitore metallico, generalmente impiegato con il predetto
sistema. L'aumento della temperatura determina un aumento della solubilità
delle sostanze fenoliche ma una diminuzione delle sostanzi volatili,
la temperatura non deve superare i 30°C per evitare condizioni che possono
favorire la perossidazione e pregiudicare la conservazione delle caratteristiche
di qualità dell'olio. Il sistema di estrazione per pressione è chiamato
classico o discontinuo perché è quello più usato in passato e prevede
una pausa dopo la gramolazione dovuto alla necessità di stendere la
pasta di olive su diaframmi filtranti (o fiscoli) posizionati uno sopra
l'altro a formare la torre di pressatura. La fase liquida (olio + acqua
di vegetazione) viene estratta utilizzando una pressione di 400-600
Atm. Tale sistema risulta oggi antiquato sia per la ridotta capacità
di lavorazione delle olive rispetto al sistema per centrifugazione sia
per le peggiori condizioni igenico-sanitarie, infatti i fiscoli devono
essere puliti sempre in modo molto accurato in modo che non rilascino
sostanze indesiderate nell'olio, inoltre devono essere cambiati abbastanza
spesso perché le elevate pressioni a cui sono soggette ne provocano
il deterioramento. Il sistema per centrifugazione è chiamato anche continuo
perché non prevede pause dopo la gramolazione, infatti la pasta di olive
viene immediatamente immessa in un decanter, ovvero una centrifuga operante
a circa 3500 giri/minuto, che permette la separazione della fase liquida
dalla fase solida aventi diverse densità. Una successiva centrifugazione
ad alta velocità, anche 15000 giri/minuto, permette la separazione dell'olio
dalle acque di vegetazione che hanno densità molto simili (acqua di
vegetazione maggiore di 1 e densità dell'olio di 0,91).
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