L'Olivo

L'olivo (Olea europea L.) è una sclerofilla sempreverde, adattata al clima mediterraneo, le cui caratteristiche anatomiche, fisiologiche, biochimiche e fenologiche sono alquanto diverse da quelle di altre specie arboree da frutto. In particolare alcune caratteristiche consentono all'olivo di tollerare condizioni di deficit idrico anche prolungati. Le foglie di piccole dimensioni consentono di disperdere efficacemente il calore, sono coperte da una spessa cuticola e da cere, i vasi xilematici del legno hanno un diametro inferiore a 20 mm (micron) il che determina elevate resistenze idrauliche al trasporto della linfa riducendo il rischio di embolismo, inoltre il contenuto idrico fogliare può diminuire anche molto pur mantenendo attivo il metabolismo. L'olivo, nelle sue forme spontanee, assume l'aspetto di un grosso cespuglio per una caratteristica tipica della specie: la basitonia, ovvero il prevalente sviluppo dei rami basali in confronto a quelli apicali. Il sistema radicale dell'olivo è fittonante solo nei primordi di sviluppo della piantina nata da seme, successivamente si forma una fitta rete di radici superficiali che si accrescono per tutta la vita della pianta, oltrepassando anche una distanza dal tronco che è di due o tre vote superiore al raggio di proiezione della chioma. Il fusto dell'olivo si può distinguere in due parti: l'inferiore, ingrossata, generalmente interrata, è comunemente chiamata ceppaia e la superiore, da cui si dipartono le branche, che è il tronco. Sulla ceppaia degli olivi si possono notare delle protuberanze ovali o circolari che sono iperplasie, chiamati ovoli, capaci di generare nuovi germogli e nuovi radici. Nel passato gli ovoli erano anche utilizzati come mezzo di propagazione degli olivi, oggi tale caratteristica risulta utile soprattutto per la ricostituzione della chioma menomata da grossi tagli, spaccature del tronco o in conseguenza di gelate invernali. Essendo l'olivo una pianta ultrasecolare e avendo una capacità di rigenerazione pressochè continua, c'è da ritenere che numerose delle attuali cultivar abbiano origine molto antica. Molte varietà possono essersi originate per incrocio spontaneo e la loro conservazione e diffusione è stata possibile anche per la facilità di moltiplicazione. Da queste brevi considerazioni si può dedurre come il numero di cultivar conosciute è piuttosto elevato, in Italia sono presenti alcune centinaia di cultivar di olivo anche se quelle coltivate si riducono a poche decine. In particolare in Toscana sono largamente diffuse cinque varietà: Frantoio, Leccino, Moraiolo, Maurino, Pendolino; non bisogna tuttavia dimenticare alcune varietà locali di notevole interesse, per la Val di Cornia ricordo la Cuoricino, la Grossolana, la Lazzero di Prata, la Morcone, l'Olivastra di Populonia, l'Olivastra di Suvereto, l'Olivo di San Lorenzo, l'Ornellaia, la Rosino e la Tondello.