E' questa una terra che deve essere vissuta per poterla comprendere a pieno, ma scriverne può essere utile per scoprirla almeno in parte, tante sono le sue bellezze, i suoi colori e i suoi profumi. Scrivere della Vallata della Cornia è poi, soprattutto, un modo semplice per rendere omaggio a questi luoghi che tanto danno a chi ci vive, e che tanto lasciano anche a coloro che ci restano per poco. Definire i confini di questi luoghi non è semplice visto la forte influenza esercitata sui territori circostanti, ma da un punto di vista fisico la valle è delimitata ad Ovest dal mar Tirreno, ad Est dai monti della zona di Gerfalco, mentre a Nord si ha come confine il comune di San Vincenzo anche se, Castagneto Carducci con la sua campagna, per la somiglianza del paesaggio e soprattutto per la storia che lo lega all'area centrale della Cornia, può essere inserito in questa trattazione, infine a Sud il confine è costituito dalle colline che dividono la pianura di Livorno da quella di Grosseto. Per le sue fertili pianure, i suoi ameni colli e la presenza del mare, la Val di Cornia stata più volte definita il Giardino della Toscana. Questo territorio che si trova all'interno di quello più ampio della Maremma Pisana, prende il nome dal fiume che l'attraversa, la Cornia appunto, fiume originato dai monti di Gerfalco, il quale passando per la Leccia, ove si arricchisce ricevendo acque da altri fossi, passa dal piano di Suvereto per poi entrare nel territorio di Campiglia e successivamente in quello di Piombino dove incontra il mare nel luogo detto Bocca di Cornia.

 

 

Quello che più caratterizza la configurazione di questi scenari è la forte "stabilità", infatti escludendo la grande opera di bonifica delle estese zone paludose, che ha apportato senza ombra di dubbio importanti cambiamenti, si può dire che il territorio non ha subito ingenti trasformazioni ed è giunto sino a noi così come lo hanno conosciuto i nostri antenati, certo con qualche variazione apportata inevitabilmente dal trascorrere del tempo. Questi luoghi sono ancora, fortunatamente, ricoperti per buona parte da boscaglia formata in prevalenza da quercie, lecci, tassi libi, tigli, olivastri, folte macchie che offrono l'ambiente ideale al proliferare di diverse specie animali, come cinghiali, caprioli, istrici, tassi, scoiattoli e ghiri. Il territorio è legato in modo inscindibile alla storia, sono infatti queste zone ad aver visto la presenza della civiltà etrusca e romana, le invasioni barbariche, la nascita di chiese e castelli feudali. Ogni singola presenza ha lasciato traccia di sé, non solo grandi e importanti testimonianze come le necropoli etrusche di Baratti e Populonia e la Rocca di San Silvestro a Campiglia Marittima, ma anche le antiche mura delle case dei caratteristici borghi, le vie strette e buie che ancora rispettano l'antico assetto urbanistico di origine medievale, riescono a trasmettere e raccontare la storia passata di questi luoghi sereni, forse un po' malinconici ma allo stesso tempo attuali e vitali. Tra questi borghi vi è Campiglia Marittima che dall'alto della collina ove sorge domina incontrastata la pianura sottostante…


Elena Marmugi


Le foto sono state tratte dal libro "Campiglia Marittima percorsi storici e turistici" editoriale Tosca.

1° Foto - Tusciae Antiquae Typus Ex Conatibus Geographici Ab Orteliy, 1584

2° Foto - Geraldo Mercatore, Tuscia Istituto Geografico Militare